L’arte, secondo l’estetica moderna, incarna, prevedendole, le trasformazioni sociali divenendo, nelle sue forme manifeste, lo strumento attraverso il quale è possibile orientare ed educare le coscienze nella transizione. Se è una rivoluzione verde quella che ci attende dunque, allora le opere di Edina Tokodi, Anna Garforth & Eleanor Stevens, inaugurando il fenomeno dei Green Graffiti, se ne fanno originali portavoce.

Della forme d’arte metropolitana per eccellenza, il murales, il fenomeno dei Green Graffiti recupera il concetto di fruizione sociale lontana dagli ambienti museali ed il contesto urbano ma si diverte a cambiarne la natura: lì smalti e vernici, qui muschio, yogurt e zucchero. Giocando a ridefinire il termine di giungla urbana ecco che sui muri di New York spuntano gli animaletti verdi diEdina Tokodi mentre a Londra il progettoMossenger, (moss=muschio + Messanger) di Anne Garforth & Eleanor Stevens diventa un fenomeno di comunicazione.

Oltre a condividere tecnica, materiali e supporti (muschio ed erba fissati al muro da una miscela di semplice yogurt e zucchero) queste artiste condividono l’intenzione che sta alla base delle loro opere: risvegliare le coscienze metropolitane sopite dal troppo cemento ricucendo quello strappo che si è venuto a creare tra ambiente urbano ed ambiente naturale attraverso l’avvicinamento dei cittadini a forme d’arte vive che si lasciano ammirare ma soprattutto toccare, annusare, curare.

Un movimento urbano che ispira anche un nuovo linguaggio di marketing e comunicazione con la nascita di agenzie specializzata come Green Graffiti, nel realizzare campagne pubblicitarie utilizzando vernici ad acqua lavabili o al muschio applicato ai muri che da qualche anno opera anche in Italia.

C’era forse bisogno di questa crisi finanziaria globale  perché il problema ambientale fosse da tutti avvertito nella sua contingenza, urgenza e concretezza. La partita si gioca su più livelli: da un lato la Green Economy che coinvolge governi e mercati affinché le strategie del business verde possano esercitarsi facilmente in una società già sensibilizzata, dunque pronta ad accogliere l’offerta, (nuovi consumi sicuramente green, ma che forse non muteranno le regole di quella che pur rimane Economy), dall’altra l’effetto di queste stesse strategie che, condizionando mai come oggi ed in maniera così capillare quelle che sono le scelte dell’essere umano, contribuiscono alla formazione di una coscienza e di una ecologica anche tra quegli strati storicamente indifferenti agli appelli degli ambientalisti.

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L’arte, secondo l’estetica moderna, incarna, prevedendole, le trasformazioni sociali divenendo, nelle sue forme manifeste, lo strumento attraverso il quale è possibile orientare ed educare le coscienze nella transizione. Se è una rivoluzione verde quella che ci attende dunque, allora le opere di Edina Tokodi, Anna Garforth & Eleanor Stevens, inaugurando il fenomeno dei Green Graffiti, se ne fanno originali portavoce.

Della forme d’arte metropolitana per eccellenza, il murales, il fenomeno dei Green Graffiti recupera il concetto di fruizione sociale lontana dagli ambienti museali ed il contesto urbano ma si diverte a cambiarne la natura: lì smalti e vernici, qui muschio, yogurt e zucchero. Giocando a ridefinire il termine di giungla urbana ecco che sui muri di New York spuntano gli animaletti verdi diEdina Tokodi mentre a Londra il progettoMossenger, (moss=muschio + Messanger) di Anne Garforth & Eleanor Stevens diventa un fenomeno di comunicazione.

Oltre a condividere tecnica, materiali e supporti (muschio ed erba fissati al muro da una miscela di semplice yogurt e zucchero) queste artiste condividono l’intenzione che sta alla base delle loro opere: risvegliare le coscienze metropolitane sopite dal troppo cemento ricucendo quello strappo che si è venuto a creare tra ambiente urbano ed ambiente naturale attraverso l’avvicinamento dei cittadini a forme d’arte vive che si lasciano ammirare ma soprattutto toccare, annusare, curare.

Un movimento urbano che ispira anche un nuovo linguaggio di marketing e comunicazione con la nascita di agenzie specializzata come Green Graffiti, nel realizzare campagne pubblicitarie utilizzando vernici ad acqua lavabili o al muschio applicato ai muri che da qualche anno opera anche in Italia.

C’era forse bisogno di questa crisi finanziaria globale  perché il problema ambientale fosse da tutti avvertito nella sua contingenza, urgenza e concretezza. La partita si gioca su più livelli: da un lato la Green Economy che coinvolge governi e mercati affinché le strategie del business verde possano esercitarsi facilmente in una società già sensibilizzata, dunque pronta ad accogliere l’offerta, (nuovi consumi sicuramente green, ma che forse non muteranno le regole di quella che pur rimane Economy), dall’altra l’effetto di queste stesse strategie che, condizionando mai come oggi ed in maniera così capillare quelle che sono le scelte dell’essere umano, contribuiscono alla formazione di una coscienza e di una ecologica anche tra quegli strati storicamente indifferenti agli appelli degli ambientalisti.

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greenme.it

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